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Aborto / 6

24 Marzo 2010 alle 15:30

Se la voce del cardinale Bagnasco ammonisce paterna, pastorale, le creature che nella Chiesa di Cristo credono, qual è il motivo che autorizza le pannellature laiche ad insorgere per l’illegittima intromissione? Il Cardinale esercita il suo mandato sacerdotale, ammonisce i credenti sulle insidie maligne che una società organizzata edonisticamente procurerebbe all’intera umanità, si fa portavoce del messaggio cattolico nel pieno rispetto di quella missione che lo Stato non può negare a chiunque intenda esercitarla. Non è che chi vuole prestarsi alle lusinghe della vestale abortista venga impedito dalla parola del Sacerdote a farsi lusingare, si resta liberi di essere e non essere, indipendentemente dal Dio nel quale bisogna essere fedeli. L’aborto è un delitto, delitto perpetrato nei confronti di un inerme che non può difendersi se non tutelato dall’etica che governa la società. Abbattuta quell’etica, niente più si frappone dal trattenere la prepotenza umana a farsi vessatrice del diritto degli inermi. A prescindere dal credere che se tutte le donne volessero liberarsi del fastidio dell’embrione concepito in un raptus d’erotismo, l’umanità sarebbe in breve tempo estinta. Con buona pace della vestale e del suo sommo sacerdote in ottantenne travaglio.

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