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Pedofilia, castità e berlusconismo

17 Marzo 2010 alle 15:00

Confesso di avere perplessita' ad essere d'accordo su due delle quattro tesi poste da Tassinari in margine alla lettura di Manconi. Se su contraccezione e matrimonio dei sacerdoti e' oportuno discutere, e' sulle correlazioni castita'-pedofilia e sesso CK-berlusconismo che nutro forti dubbi. Il primo e' storicamente e culturalmente documentato: la pedofilia ha potuto prolificare indisturbata anche laddove un sistema istituzionalizzato di castita' non era mai stato attrezzato. Vedasi ad esempio la Grecia classica. Come dire che pedofilia e liberta' dei costumi possono tranquillamente andare di pari passo. Cosi' come un sacerdote casto ma eterosessuale potra' forse vivere tutte insieme le tentazioni di Satana e le piu' torbide visioni di corpi femminili, ma non per questo si sentira' spinto a soddisfare le sue voglie con la carne degli innocenti. Che la pedofilia - e altri deviazioni - siano stimolate da quello che la sessuologia dominante considera una "non sana vita sessuale" - che consiste in un certo numero di orgasmi settimanali - non e'mai stato dimostrato da nessuno studio. Sull'altro tema, a proposito di jeans, ricordo come fosse oggi da bambino il referendum sul divorzio, e come in quei giorni sui muri romani iniziarono ad apparire pubblicita' con un notevole fondoschiena, in perfetto stile Calvin Klein, con la scritta "chi mi ama mi segua", che suscitarono lo sdegno della chiesa cattolica e della destra "retriva" e "bigotta". Naturalmente la risposta da parte del coro "progressista fu unanime. Si inneggio' alla "liberta' sessuale" trainata da pubblicita', fotografia, fumetti e qualche soft-core movie, stile "Emanuelle" che apriva autostrade alla magnifiche sorti e progressive. Mi guardo bene con questo dal dire che il sesso CK e' frutto del '68. Di certo, pero' il Berlusconismo e' sessantottino almeno quanto Tassinari e il sottoscritto.

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