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Straborghesi?

15 Marzo 2010 alle 15:00

Carlo Stagnaro, sul Foglio di venerdì 12, riprende il pensiero di Sergio Ricossa contenuto nell'opera del professore Torinese "Straborghese", per ribadire i concetti della "buona borghesia imprenditoriale", quella che non ha paura a "farsi da sè", che ha sani valori di autopromozione e voglia intrinseca di crescere. Credo però che questo atteggiamento al giorno d'oggi in Italia sia profondamente minoritario, e lo dico con rammarico. Io vedo tra i miei coetanei trentenni, una profonda mancanza di sentimento di indipendenza. L'indipendenza è al massimo intesa in senso economico con lo scopo di avere soldi per attività extra lavorative (vacanze, hobby, acquisti di vario genere), tutte attività che non hanno un fine di autopromozione, ma unicamente di "consumo" fine a sé stesso. Nemmeno gli hobby vengono visti come possibile fonte di lavoro supplementare - spesso e volentieri supportato dalla passione e quindi con migliore resa e maggior divertimento - finalizzato ad un possibile guadagno. C'è invece al contrario una tendenza a sedersi su di un lavoro che non promuove, o, peggio, a isolarsi in una posizione privi di qualunque stimolo a migliorarsi (consci magari che i proprio hobby extra-lavorativi potrebbero essere minati da una crescita professionale), in un generale abulia nei confronti del lavoro come mezzo di crescita e promozione. E' difficile pensare che i valori di Ricossa, da me largamente condivisi, possano ad oggi avere una possibilità di presa sull'opinione pubblica e soprattutto su quella fascia di popolazione che maggiormente dovrebbe avere la voglia di crescere e migliorarsi. Parlarne bisogna, ho paura però che il pubblico sia sordo o peggio refrattario a questi concetti.

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