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Vasche

11 Marzo 2010 alle 13:59

Manfred Lütz, teologo, psichiatra, direttore dell’ospedale psichiatrico di Colonia nonché accademico vaticano, afferma (Il Foglio.it) che “gli abusi su minori perpetrati da sacerdoti e religiosi cattolici sono un crimine particolarmente ripugnante. Sono un male da denunciare e da non occultare. Il sacerdote, infatti, ha un ruolo paterno nei confronti del minore e quindi purtroppo il suo atto criminoso ha in sé qualcosa d’incestuoso. Inoltre questi crimini minano la fiducia in Dio dei bambini che li subiscono”. Lütz, tuttavia, dice anche che “occorre non drammatizzare troppo, sia perché “prima di esprimere giudizi si devono conoscere i fatti, sia perché un’eccessiva drammatizzazione non giova alle vittime. Queste, spesso, hanno un rapporto ambivalente con i persecutori. Provano affetto per loro e insieme si sentono offesi. E’ una situazione molto delicata e se si drammatizza troppo non si aiuta chi è vittima a uscire allo scoperto”. Tutto vero e condivisibile. La devastazione psicofisica provocata dall’abuso sessuale genera sentimenti di ambivalenza nelle vittime, che sono tanto maggiori quanto è maggiore l’autorevolezza, reale o presunta, dell’abusante. Essendo l’autorevolezza di un sacerdote terribilmente taroccata, il pedofilo ne ambisce il ruolo perché gli consente di pescare a strascico in una vasca di vivicoltura. Speriamo che la Chiesa trovi il coraggio di chiuderle, queste vasche. E’ il solo modo per aiutare chi è già vittima ad uscire allo scoperto e chi non lo è ancora a non diventarlo.

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