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Forma, sostanza e chiacchiere

10 Marzo 2010 alle 13:46

Zagrebelsky dixit (1995): «L'astensione dall'affermare di ogni cosa ch'essa sia vera o falsa, buona o cattiva, giusta o ingiusta, bella o brutta significa che tutto è indifferente a questo genere di giudizi. Come forma estrema di scetticismo, è incompatibile così con il dubbio.» Evviva, si direbbe una condanna tranchant del relativismo. Ma nella vita quotidiana - e nella militanza politica - i princìpi si attenuano, si ammorbidiscono, si adattano. Ed ecco l'emerito professore assegnare (oggi) il timbro rotondo alla categoria del giusto, e (senza più soffermarsi a dubitare) il diritto al voto a quella dell'ingiusto.

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