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L’eterno filo del divenire

8 Marzo 2010 alle 14:45

Sartori (fondo del Corriere di oggi) si arrampica sugli specchi con la stessa abilità di un alpinista quando si arrampica sui ghiacci dell'Himalaya. Si, proprio su quei ghiacci che oggi egli è costretto ancora ad osservare intonsi, scrivendo sconsolato: "E che diamine. Non si sciolgono più". Ma l'apoteosi del suo argomentare è raggiunto quando giustifica l'errore: "Certo, qualcuno che lucra sulla scienza ci può sempre essere ma, sul riscaldamento globale, non è che i ghiacci non si sciolgono più, è solo questione di tempo. Prima o poi si scioglieranno. Dovranno sciogliersi. Hanno solo sbagliato a dire quando. A mettere una data...". Una data. Certo, magari tra sei o settecento anni, si scioglieranno davvero. Chissà allora se ricorderanno l'8 marzo 2010, e stappando lo champagne evocheranno Sartori con un secco: “Avete visto, aveva proprio ragione. Meglio lui del colonnello Bernacca”. Tutto è sempre uguale a se stesso. Un po' come su Berlusconi: cade, non cade, è alla frutta, non arriva al 2009, è malato, è moribondo, prima o poi perderà. Si farà da parte. Dovrà farsi da parte. E, bontà sua, oggi è ancora in piedi. Certo, prima o poi, come tutti noi e Sartori, verrà meno anche lui: mica è eterno. E quando accadrà, brinderanno con lo champagne al cielo gridando: “Avete visto, avevamo proprio ragione. Si è sciolto pure Berlusconi. Abbiamo solo sbagliato a dire quando, a mettere una data”.

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