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Quei 5 in condotta

2 Marzo 2010 alle 07:00

Il Miur ha pubblicato i dati che dimostrano un aumento considerevole dei 5 in condotta nella scuola italiana. E tutti i sinistrorsi a strapparsi le vesti per la "cattiva scuola" che punisce i "bravi ragazzi", per i "cattivi docenti" che sarebbero troppo severi ecc. Quanta ipocrisia da parte di coloro che, con il proprio buonismo pedagogico fuori luogo e fuori tempo, hanno contribuito per anni alla decadenza del sistema scolastico italiano! Se la scuola - anziché sognare mondi idiallici che non stanno da nessuna parte - finalmente registra la situazione reale (sono tanti i ragazzi, soprattutto nei professionali, che agiscono da bulli e anche, spesso, da piccoli delinquenti), e la sancisce cercando di mettere in guardia gli allievi dal continuare in simili comportamenti, ebbene, se la scuola fa così, non deve essere criticata, bensì positivamente valutata. L'educazione deve partire infatti dalla realtà del discente e non dai desideri velleitari del docente.Ma ciò non è purtroppo capibile nè accettabile da parte di coloro (e sono in tanti) che pensano ancora che una scuola statale selettiva e meritocratica - e quindi di altà qualità, dico io - colpisca soprattutto i figli dei ceti economicamente e culturalmente più deboli.

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