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Par condicio suicidiaria

28 Febbraio 2010 alle 09:30

Il “diritto” all’“autodeterminazione” si spingerà a qualificare come “violenza privata” l’intervento del terzo che “salvi” un suicida dal proprio intento? E, se no: perché? Perché il “malato terminale” si ed il “sano infelice”, molto infelice, diciamo pure irrimediabilmente stanco di vivere, no? E dunque, al sano infelice, molto infelice, diciamo pure irrimediabilmente stanco di vivere che fosse inopinatamente impedito di privarsi della vita, un bel risarcimento per “danno esistenziale” glielo vogliamo riconoscere, o no?

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