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Google/13

26 Febbraio 2010 alle 07:00

E' mia opinione che l'invenzione della privacy si possa inquadrare in un grande progetto complessivo di controllo, a livello governativo-istituzionale, la libera comunicazione fra persone prive di accesso a sistemi di comunicazione di massa. In pratica i tribunali decidono chi e quando qualcuno può dire qualcosa a qualcuno (viva la libertà). Ma in questa vicenda Google c'è anche dell'altro. In questo caso, il fatto che la magistratura si sta delineando come ordine ideologico, se non anche religioso, , finalizzato a interpretare, non tanto la morale (sarebbe già tremendo),quanto la sensibilità dominante, e a sanzionare chi la turba, rassicurando chi non vuole entrare in conflitto con la propria malafede sul fatto che non è malafede, ma uomo di giusto e retto sentire. Le situazioni raccapriccianti delle immagini pronopedografiche sul proprio computer che diventano corpo di reato, la difesa dei presunti diritti degli animali, la punizione di chiunque attraverso immagini o frasi turba la serenità del mondo dei bimbuomini (immagini troppo crude di guerra o di morte, ad esempio) quali siamo stati trasformati da 100 di socialismo, diventa ogni giorno di più il reato e o scandalo per eccellenza. Quanto alla libertà di pensiero e di espressione qui da noi è sempre stata un miraggio e una presa in giro.

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