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Google/5

25 Febbraio 2010 alle 15:07

Ehi, non fermiamoci ad osservare solo le apparenze. Lo dico senza prosopopea, ma ragionamenti del tipo: se incendio un auto con un "foglio de Il Foglio", la colpa è di Ferrara? No, ovviamente, il reato è di chi appiccia il cerino e non della cellulosa che permette alla benzina di prendere fuoco. Allora la questione centrale, visto che la legge sulla privacy è solo una leva, un pretesto, un cavallo di troia furbesco, è: quale è, come si trova, come si analizza l'equilibrio tra la libertà di espressione che Internet (ma non solo) oggi rappresenta e la legge che difende gli interessi del buon senso comune? E come si punisce chi sgarra questo equilibrio? E, soprattutto, la punizione dovrà colpire il vettore, la polvere da sparo che eventualmente trasporta, ambedue o nessuno? Ed ancora chi è il depositario del buon senso comune? Altra considerazione: la libertà di espressione, motore cardine del Web, come si confronta con i copyright, il valore di un bene prodotto dall'intelletto, la privacy reale e non strumentale? Ecco, secondo me queste domande dovrebbero avere presto una risposta, dato che Internet corre molto, anche troppo. Io personalmente non le ho, anche se a occhio e croce sono decisamente dalla parte di Google.

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