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L'analisi di D'Alema alla London School

24 Febbraio 2010 alle 16:10

Nell'intervento di D'Alema a Londra,si nota,a mio parere,una certa aria di superiorità intellettual-politica,pur riconoscendo egli le ragioni dell'insuccesso dei partiti di sinistra in gran parte d'Europa.Lo si può vedere questo,quando,afferma,per es, che la destra vince grazie al " suo populismo sanguigno" quando fa riferimento ai valori tradizionali.Qui,francamente,non si capisce il senso di tale considerazione:D'Alema è convinto che ciò sia un fattore secondario nella vita dei cittadini,al di là anche delle contraddizioni, dei modi con cui tali valori sono sentiti ed espressi da quelle forze politiche che intendono riproporli? Oppure quando accenna al cristianesimo che,secondo lui,dev'essere visto in chiave universalistica e non limitato all'occidente,come se non fosse un dato storico che esso ha forgiato l'Europa,le ha dato un'anima e ciò non è in contraddizione con il suo universalismo e tantomeno lo si vuol strumentalizzare contro le altre civiltà,quali? Ancora,più in generale le radici identitarie e il rapporto con il territorio: D'Alema,la sinistra,li considerano non così importanti? Se ne può fare a meno o comunque farli passare in secondo piano rispetto a concetti vaghi,fumosicome il multiculturalismo che finora poco hanno prodotto? Sembra che solo la sinistra,la socialdemocrazia siano in grado di dare risposte alla crisi mondiale,quella finanziaria,economica e così via.Così facendo,però,detta sinistra rischia di perpetuare la sua sconfitta.

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