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Trapianti e volontà

11 Febbraio 2010 alle 14:20

Bene inserire la volontà di donare gli organi nella carta di identità se questo può semplificare l'iter burocratico e salvare delle vite. Ma va spazzata via con decisione l'orrenda possibilità di sospendere le cure basandosi su una volontà desunta da stile di vita o incaute dichiarazioni rilasciate anche anni prima. Le due cose sono in netto conflitto tra loro: il rischio di falsificazione (ma in questo caso non sarebbe neppure necessaria!) per poter disporre degli organi sarebbe concreto e le garanzie per il donatore assolutamente insufficienti. E'inoltre controproducente che non si ricordi continuamente e chiaramente che Eluana non rientrava nel protocollo di Harvard per un eventuale espianto, in quanto non era cerebralmente morta. Nei telegiornali dei giorni scorsi Eluana veniva descritta come "priva di segni di vita" da 17 anni. Questa ambiguità porta moltissime persone a pensare che la morte cerebrale (elettroencefalogramma piatto) non sia ben definibile e che si prossa prestare ad essere interpretata. Non è così, la morte cerebrale è identificabile senza alcun dubbio, ma l'ambiguità sullo stato cerebrale di Eluana, se non risolta, rischia di ridurre il numero dei donatori. Lo stesso dott. Amato De Monte è stato un bravissimo testimonial per la campagna informativa dell'associazioe donatori di organi del Friuli Venezia Giulia nei panni di un barista che convince due ragazze ad iscriversi all'associazione. Quindi la chiarezza e completezza nelle informazioni date ai cittadini sono fondamentali per mantenere vivo l'atto meraviglioso e gratuito della donazione.

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