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Neve

10 Febbraio 2010 alle 16:11

Ha ricominciato a nevicare, in barba al surriscaldamento. Non si può dire che questo non sia stato un inverno come si deve: e si dice che debba durare almeno fino ad aprile. La primaverà s’attarderà; poi, sicura come la morte, arriverà l’estate più calda degli ultimi cento anni, o mille magari, e rimpiangeremo la neve. Mia figlia s’attarda alla finestra, le labbra dischiuse a meraviglia e stupore, come ipnotizzata. Per lei è magia, prospettiva di balocchi infiniti: non vede l’ora di tuffare le manine in quella cosa bianca, fredda e bagnata, e di trarne forme, quali che siano. Nel frattempo, -- ma per lei il tempo è nullo, o meglio, eternità --, spiaccica il nasino sul vetro, incapace di distrarsi dai fiocchi. Per i suoi genitori, al contrario, la neve è un impiccio notevole: si deve andare a lavoro, quindi macchina, traffico, slittamenti, tamponamenti, ritardi… Nessuna magia: il bello dell’essere adulti consiste proprio nell’abolizione del bello, del magico, del sacro, in una parola, della vita. Niente più cerchi, niente più sfumature: solo linee rette, asperità e crudezze matematiche di bilanci che non tornano mai, compressioni temporali, asfissie cronografiche e finanziarie, neolingue aziendali preumane, commercialisti, avvocati, cartelle esattoriali… Si ha fretta di crescere per accedere al regno della libertà e ci si ritrova in prigione, dementi, tra le maglie invisibili del ragno-mondo, a meno di un secondo dall’essere succhiati vivi … Di un fanciullo è il regno…

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