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Spagna "sinistra"

8 Febbraio 2010 alle 19:00

Mentre tocchiamo ferro, è curioso notare come molti dei disastri preconizzati dagli odiatori del governo “fascista e piduista” italiano si stiano realizzando. In Spagna, però. Laicamente impegnato con la sua “pattuglia rosa” a compiacere il popolo della mistica progressista dei “diritti”, Zapatero si è fatto scoppiare in mano l’economia e la finanza. Fino alla esplosione dei disastrosi dati che hanno scoperchiato la peggiore recessione che si potesse immaginare. Resta, però, la Spagna, il paese dove con la “furbata” del “genitore A” ed il “genitore B” si è superato l’ “inciampo” di improbabili “padri” o “madri” gay ; dove il divorzio è stato reso da breve a brevissimo; la fecondazione assistita, liberalizzata; l’aborto, esteso alle 16enni al pari di una operazione di “rifacimento delle tette” (così la Ministra Bibiona Aido)….; resta un paese trendy ma allo stesso tempo imbarazzante per la sinistra che ora si sente smarrita. Meglio per costoro smarcarsi definitivamente dal sogno iberico e tornare in Italia. A blaterare di governi “fascisti e piduisti” nella inconfessata speranza che la crisi esploda devastante e che per l’odiato Berlusconi non ci sia, finalmente, scampo. Ma, sempre toccando ferro, anche una crisi in stile iberico non necessariamente garantirebbe il “riscatto” alle magnifiche e progressive sorti del progressismo di casa nostra. Non è detto, infatti, che gli italiani scambierebbero un po’ di benessere con la certificazione di morte di ciò che resta della propria civiltà: uomini, donne, padri, madri, figli, famiglie… vita. Non è ancora detto. E quando invece lo fosse, bè un Berlusconi varrebbe un di Pietro qualsiasi.

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