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Pas d'accord avec Langone

5 Febbraio 2010 alle 17:30

Quando con stupefacente leggerezza(che indica l'abissale distanza che ne separa l'autore dall'intelligenza spirituale) ci si autorizza, come Longone, a interpretare alla lettera (quella stessa di cui l'Apostolo afferma che "uccide", quando è separata dallo spirito) le parole del grande contemplativo Paolo e, cosi', il testo di quel Cantico di Salomone che al di là dei simboli, necessariamente presi in prestito alle realtà materiali, è il racconto delle gioie sublimi e inesprimibli dell'incontro dell'anima umana col Verbo eterno, si dà tutta la misura della propria inattitudine (per non dite inettitudine)ad esprimere giudizi sull'uomo e sulle vicende umane. Che possono facilmente essere tragiche, ma mai prive della dimensione spirituale, e di conseguenza morale, che sempre le accomagna, iscritta, com'essa è, nella natura stessa dell'uomo. Se qualcosa poteva e puo' a ragione essere detto in difesa del cantante (penso che si poteva e si puo'!), non sono di certo gli argomenti superficiali e dissacranti usati da Longone a riuscire nell'intento.

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