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In mano ai demoni dell’autodistruzione: il nostro mondo in tre lamenti

4 Febbraio 2010 alle 16:15

Fino a 40 fa si levò il lamento scorato di chi piangeva la fatica delle mondine e malediva la crudeltà di un sistema socio-economico (sic!) che osava tanto contro chi era costretto al lavoro agricolo. Fra gli anni 60’ e 70’, furono inventati degli strepitosi diserbanti che colpivano solo le erbacce e lasciavano integre le piantine di riso. Passava un aeroplano sulle risaie e in pochi minuti il problema delle erbacce era risolto. Le mondine erano adesso libere di partecipare al concorso di miss Italia senza calli sulle mani, senza graffi sulle gambe. Alto al cielo si levò l’urlo scorato degli antichi antilavoristi, trasformatisi in ambientalisti, che profetavano l’avvelenamento delle falde acquifere, le nascite di mostri a tre teste fra le donne gravide ingozzatesi di panisce e di minestroni di verze e riso, la fine stessa della fertilità della terra, annichilita dalla chimica e dall’ingegno. Si dimostrò la perfetta bio-degradabilità dei diserbanti usati. Ora si grida che il riso che si mangia non è più buono come un tempo, quando lo si curava con infinita fatica e pazienza a mano.

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