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Una terapia letale

3 Febbraio 2010 alle 19:30

Dalla prima pagina del quotidiano più letto nella capitale, si apprende che l’assunzione della pillola abortiva RU486 può definirsi una “terapia”. In medicina, per terapia, si intende lo studio e l’attuazione concreta dei mezzi e dei metodi per combattere le malattie. Ora, poiché l’aborto farmacologico priva della vita il figlio, qualche volta la mamma ( cui viene inferta, sempre, una ferita fisica e psichica difficilmente rimarginabile ), è lecito chiedersi : è intellettualmente onesto parlare di terapia, e di quale malattia? Il giornalismo dovrebbe contribuire a descrivere la realtà, in questa triste circostanza, purtroppo, la mistifica.

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