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Ricetta di un buon pasticcio di eutanasia

2 Febbraio 2010 alle 15:00

Caro Direttore, ho appena estratto dal segreto (o secrèto?) cassetto situato nelle profondità della mia coscienza, la ricetta dello “sformato” di eutanasia, che vorrei condividere con Lei e i suoi diligenti-intelligenti lettori. INGREDIENTI = 1) un ceppo di eutanasia classica, specie di verdura selvatica da non confondere con il cavolo (se no, invece di passare a miglior vita, si crepa con dolore): si controlli l’origine greca, “buona”, “dolce”; 2) un cucchiaio di peperoncino rosso concentrato (quello che anestetizza le parti molli appena sia odorato); 3) un testamento biologico liscio e chiaro; 4) un accanimento terapeutico forte e scuro. Si fa soffriggere a fuoco lento l’eutanasia: nello stesso tempo si legano e si amalgamano con cura gli altri ingredienti, versando velocemente nella terrina, sempre sul fuoco alimentato da "amore freddo". Si fa saltare prontamente nel piatto a mò di frittata e si serve subito caldo con disinvoltura, altrimenti prenderebbe cattivo odore o, come oggi s’usa dire, puzzerebbe, talché sarebbe respinto da coloro che non fossero stati cloroformizzati a sufficienza.

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