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Videocrazia ed etica

1 Febbraio 2010 alle 16:30

Potere della videocrazia, ossia delle televisioni e dei media in generale; il potere della casta, della loggia , dei nominati dalla politica che usufruiscono "ad libitum" di questi mezzi.Noi mortali, dobbiamo aspettare mesi per farci pubblicare una riga, per "esserci". La spudoratezza ormai ostentata della videocrazia ha toccato il vertice a Ballarò, quando Renata Polverini ha dichiarato che "ci vuole coraggio per entrare in politica".Sono sicuro che la pensiate come me, ci vuole coraggio per uscire dalla politica, per smetterla con la politica, non certo per entrarci.La seconda repubblica ha ormai definitivamente sepolto l'idea della causa politica come servizio ad uno stato, ad un popolo, ad una nazione, ad una comunità e perfino ad un cittadino.Si è perso ormai completamente il sommo valore dell'etica e del comportamento, quindi del "servizio".Oramai è prassi consolidata non da oggi, alla faccia delle dichiarazioni buoniste, più che servire lo stato, "ci si serve dello stato" per le proprie carriere e per il successo privato.Lo stato non è più una istituzione etica, portatore di valori che insegnano ed educano, ma solo una platea per esibirsi o una cassaforte comune da "svaligiare".Come direbbe Julius Evola, viene completamente a mancare il fine "trascendente", rendendo l'azione politica puro arbitrio, occupazione del potere e privilegio personale.Mi sembra chiaro che anche il "berlusconismo" ha contribuito, almeno in parte, ad imporre il pensiero edonistico dominante che più che lo stato, bisogna servire solo sè stessi!

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