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Sul processo breve

26 Gennaio 2010 alle 20:20

"Il processo stesso deve essere finito nel più breve tempo possibile. Qual più crudele contrasto, che l'indolenza di un giudice e le angosce di un reo? I comodi e i piaceri di un insensibile magistrato da una parte e dall'altra le lacrime e lo squallore di un prigioniero? In generale il peso della pena deve essere la più efficace per gli altri e la meno dura che sia possibile per chi la soffre;perché non si può chiamare legittima società quella dove non sia principio infallibile che gli uomini si siano voluti assoggettare ai minori mali possibili." C. Beccaria, Dei delitti e delle Pene, cap. XIX. Abbiamo la giurisprudenza, la filosofia del diritto, la tradizione patria etc. perché non imporre ai magistrati ineunti di giurare, come su una Bibbia giuridica, di non venire mai meno ai precetti contenuti in quel trattato, che è universalmente apprezzato e strapazzato solo in patria?

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