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Colpire tutti (o quasi), per salvarne Uno

21 Gennaio 2010 alle 14:06

Sig.ra Manganelli, non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere. Nessuno di noi gradisce una risposta lenta della giustizia ai problemi dei cittadini. Ma se con una 500 Lei cerca di arrivare da Milano a Roma in sei ore facendo le statali e passando per la Cisa, non ce la fa neanche se lo fa scrivere nella Costituzione. Compri un'auto più potente, utilizzi le autostrade (o chieda che siano costruite, se non ci sono) e vedrà che a Roma in sei ore ci arriva quasi sempre (a meno che Lei non ci voglia arrivare, ma questa è un'altra faccenda..). Nulla di tutto questo c'è nel disegno approvato ieri: nessuna norma volta ad abbreviare le procedure (ad esempio incentivando davvero gli imputati ad evitare il dibattimento) o potenziare/efficientare l'organizzazione giudiziaria. E sa perchè? Perchè, se è rimasto un briciolo di onestà intellettuale, l'obiettivo di questa legge non è velocizzare i processi, ma farli morire. Tutti (o quasi), affinchè ne muoiano almeno due. Tant'è vero che il senso ultimo della legge non è nella legge stessa, ma nella norma transitoria che la applica anche ai processi in corso (e neanche a tutti...). Questa norma – lo sa anche Lei - è quasi sicuramente incostituzionale (le regole non si cambiano a partita in corso e solo per alcuni, lo capisce anche un bambino); ma funge da pistola puntata alla tempia dell'opposizione e di Napolitano, perchè siano più accondiscendenti verso un'altra forma di immunità, più limitata e meno devastante, ritagliata su misura per il premier. Senza la norma transitoria, infatti, questa maggioranza di “nominati” non voterebbe il provvedimento, mostrando in mod eclatante in quale considerazione tenga davvero il nobile interesse al rapido funzionamento della giustizia.

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