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Craxi, un pensiero

20 Gennaio 2010 alle 16:47

Sono giorni in cui nel ricordo dell'On. Bettino Craxi si è attuata una sorta ricostruzione storica monca e, persino dai detrattori, reticente. Ho più di quarant'anni, e quindi ricordo quegli anni. Non capisco perchè in Italia si abbia puara della verità, è stato sempre così e probabilmente lo sarà anche in futuro. Non sono così ingenua da non cogliere questa sorte di autoassoluzione della parte politica di questo paese: "assolvendo" Craxi,non solo si sgravano dalle colpe, se non giudiziarie sicuramente morali, i rappresentanti politici protagonisti di questa nostra Italia, ma temo si voglia riaprire una porta che abbiamo, noi cittadini insieme al vituperato potere giudiziario, fortemente voluto chiudere (si ricordi il lancio di monetine a Craxi).E' vero, la storia guarda agli eventi di spessore, e storicamente si potrà dire che Craxi uomo di governo, è stato un rappresentante contraddittorio: illuminato nel bene e conoscitore del male per il quale non si è speso, se non per intenzionalità sicuramente per superficialità.Avesse gestito la sua famiglia, i figli ne avrebbero fatto una critica sicuramente più feroce di quanto non facciano gli Italiani avvezzi al "volemose bene", e personalmente non mi interessa demonizzarlo nè santificarlo. Ciò che mi preme, invece, è non concedere, a chi ci rappresenta, il pretesto di avere un precedente su cui assicurare le malefatte (presenti e future). Le tentazioni sono sempre in agguato, e uno Stato ottiene ciò che è: se è serio, serietà, se è inaffidabile illegalità e immoralità. La questione sociale e politica attuale conduce ad altre riflessioni, ma sicuramente non ho voglia di tornare indietro.

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