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Nei panni dell'altro...

13 Gennaio 2010 alle 14:54

Uno degli effetti deleteri dell’iperideologismo consiste nell’incapacità di concepire se stessi nella condizione in cui si trova il soggetto, riducendosi ad esprimere giudizi falsati proprio per carenza di informazioni. Informazioni che, tra l’altro, sono nella disponibilità immediata del soggetto che esprime il giudizio ma che vengono puntualmente ignorate proprio per un difetto (quasi neurologico) di autocoscienza e sincerità verso se stessi. Ad es.: se avessi un cancro al cervello nella fase terminale, e urlassi dal dolore dalla mattina alla sera, senza che la morfina fosse più di alcun sollievo... Ecco, se ci fossi io in quella condizione, steso in un letto, un orripilante grumo di sofferenza e disperazione, prima bollito dalla chemio e poi cotto a puntino dalla radio... Forse anch’io, persino io, fervido credente in Dio e nella intangibilità della vita umana, forse anch’io penserei che sarebbe meglio poter morire prima, che mi fosse data la possibilità di farla finita... Si dice: ma così si vìola il regno di Dio, che ha sempre l’ultima parola su vita e morta delle Sue creature. Beh, essere democratici, o anche solo di buon senso, vuol dire proprio consentire ad un altro di assumersi la responsabilità di sbagliare, anche gravemente. Ce l’ha concessa Dio questa libertà, non vedo perchè altri uomini, proprio con la scusa di Dio, debbano negarcela.

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