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Favole

12 Gennaio 2010 alle 15:14

Ma si vuol veramente far passare la vulgata (barzelletta) che un pugno di magistrati abbia rivoltato l’Italia come un pedalino (espressione dell’allora sostituto D’Avigo) polverizzando i ¾ del sistema partitico italiano? Che Bettino Craxi sia stato il più grande ladrone della I° Repubblica, assiema a qualche decina d’altri terribili tra democristiani, comunisti, socialisti, etc., e che questi abbiano potuto impunente ladroneggiare a destra e a manca per interi decenni fino all’arrivo dell’infaticabile Di Pietro & Co., senza il quale, probabilmente, starebbero ancora lì a saccheggiare il paese? No!, non si può credere, a meno di non essere del tutto idioti (ma, incredibilmente, i creduloni ci sono, e ci hanno fatto carriera e fortuna su ‘sta cazzata… E salviamo la buona fede, ovviamente). Ma allora bisognerà prima o poi cominciare a raccontarli veramente quegli anni e a dire cosa è realmente successo. Se no, anche l’argomento dei giudici comunisti e rivoluzionari tanto utilizzato a destra finisce per fare il gioco dei barzellettieri d’Italia, oltre che a costringere i magistrati stessi, o almeno una parte, ad un sempre maggiore arrocamento su posizioni di conflittualità con gli altri poteri dello Stato. A meno che la storia di quegli anni non si voglia, o non si possa, narrare. Però poi non ci lamentiamo di Travaglio, di Santoro, di Di Pietro, etc…

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