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UDC: tra patti e patte

7 Gennaio 2010 alle 19:35

Certo che questa UDC non finisce mai di stupire. Nel Lazio patto con la Polverini, ma non con la PDL. In Puglia patto con Boccia, ma non con Vendola o con il PD. In Campania patto di non belligeranza con l'Italia dei Valori, ma non accordi né con il PD, nè con la PDL, nè con Bassolino, forse con Mastella. In Sicilia patto con chi ci sta ci sta. Ma si è già votato e siamo pure alla terza crisi. In Sardegna patto con chi potrebbe vincere. Ma non si vota. In Umbria patto contemporaneo col PD e la PDL, col mistero di come siano riusciti a stipularli. In Toscana patto con chi fa programmi per la famiglia e il lavoro. In Emilia patto con la Confindustria locale e con l'Associazione Bagnini. In Veneto patto con tutti quelli che sono contro Zaia. In Friuli patto strategico con la CGIL, ma è solo formalismo, anche lì non si vota. In Molise appoggia la lista di Famiglia Cristiana ma guarda anche a Di Pietro, che ha casa lì vicino. In Lombardia patto strettissimo con Formigoni e la PDL, da Comunione e Liberazione non si scappa. In Piemonte patto parziale con sinistra e libertà, anzi solo col segmento libertà, perchè è giusto scappare dalla sinistra. In Liguria patto alternativo con i Camalli, con un occhio però a Montecarlo. Nelle Marche patto intensissimo con i calzaturifici (Casini veste Todd's). In Calabria avevano cercato rapporti con liste antindrangheta, ma quando si è capito che avrebbero perso, hanno cercato rapporti con le liste pro ndrangheta. E così sono tredici in tutto i patti stipulati per le regionali del 2010, più tre strategici. Politica dei due forni? Beh io la chiamerei la politica della patta. Anzi del "patto".

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