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La percezione del progresso

7 Gennaio 2010 alle 20:00

Ad ogni innovazione o invenzione che modifica le nostre abitudini si possono registrare svariate reazioni. Ricordate? Quando la TV entrò nelle nostre case si disse che avrebbe svuotato cinema e teatri, la musica rock all’ epoca veniva vista come istigazione alla violenza e alla trasgressione. O il sistema di scrittura dei telefonini, che fa rizzare i capelli ai puristi della lingua. Esiste poi il fenomeno degli entusiasti di ritorno, con gli entusiasti giovanili e gli apocalittici senili. Con l’ invenzione dei dischi i puristi della musica storcevano il naso, in quanto i musicisti si sarebbero espressi al meglio nell’ unica occasione necessaria per l’ incisione, salvo poi ricredersi per la facilità di diffusione delle creazioni musicali. Così come adesso c’è la riscoperta del vecchio fruscio del vinile, soppiantato dall’avvento dei CD. Forse la percezione del progresso può essere individuata per mezzo di tre criteri: tutto quello che si trova nel mondo alla nostra nascita è dato per scontato; tutto quello che viene inventato tra la nostra nascita e i nostri trent’ anni è entusiasmante e creativo; tutto quello che viene inventato dopo i nostri trent’ anni è un’ offesa all’ ordine naturale delle cose e costituisce l’ inizio della fine della civiltà. Basta applicare questi criteri all’ avvento di cinema, TV, rock, 33 giri, videoregistratori,computer, CD, cellulari, internet, iPod,skype e si è in grado di determinare la propria età.

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