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Trasformare lo spreco in ricchezza: una proposta

5 Gennaio 2010 alle 16:36

Ho trovato le riflessioni scritte da Stagnaro, interessanti e soprattutto sincere:dunque vere. Mi sono posto due semplici domande. Se sprechiamo perché siamo ricchi possiamo trasformare lo spreco in ricchezza? Credo di si: il ciclo dei rifiuti ne è un esempio. Si tratta di trovare un metodo che consenta alla nostra società di utilizzare lo spreco e renderlo investimento da utilizzare per aiuti di sviluppo nei paesi poveri. Per aiuti di sviluppo intendo la capacità, come usa dire, non di donare il pesce a chi ha fame ma la canna per pescarlo. Qual è il senso del richiamo alla sobrietà individuale come valore e scelta di vita? Apparentemente nessuno. Ma non è così. Una vita sobria ci consente di apprezzare il valore dei beni in pienezza e a non ridurre il necessario a puro superfluo. Per non ridurre a sua volta questo a un semplice esercizio individuale occorre però “utilizzare” lo spreco evitato per fare del bene, per aiutare. Faccio un esempio: Se dalla mia vita sobria (meno consumo di acqua, meno consumo di energia elettrica, di gas, meno consumo di pane etc.) investo il risparmio realizzato per dare cibo e possibilità di studiare a un bambino del terzo mondo (adozione a distanza) avrò dato pienezza e concretezza alla mia sobrietà E per me che inseguo l’ideale di povertà francescana ciò vuol dire dare compimento al richiamo di Francesco di Assisi.

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