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Apocalypse now

22 Dicembre 2009 alle 20:33

L'Italia sbinariata di questi giorni fa piangere dal ridere. Il termine ritardo è la parola più ricorrente agli altoparlanti, in sala d'attesa, sui convogli. Un disastro. Disperazione tra la gente inebetita. A Bologna tutti i 30 treni sul monitor eccetto uno sono annunciati con ritardi di oltre mezz'ora. Un tizio fermo da un'ora al binario fa con il pollice il classico gesto al controllore "bisognerebbe tagliarti la gola". L'esagerazione si mischia al folklore. Treni fermi e gelidi, addetti persi in balia di strutture pachidermiche. E' una vita che viaggio tra disagi e ritardi, ma a dire il vero a parte questi giorni, è due anni che i ritardi si contano sulla punta delle dita di un monco. Mai farei cambio con la puntualità finlandese. Tutto 'sto freddo mi ha già stufato. Poi non mi piace segare abetaie e lanciare giavellotti. Ah dimenticavo: l'unico treno partito in orario era il mio. Mai perdere la speranza.

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