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L'embrione della violenza

18 Dicembre 2009 alle 10:34

L’embrione politico da cui sono cresciuti odio e violenza? Anno 1994, Berlusconi entra in politica. Gli operatori della politica politicante sono tutti spiazzati da un leader che pretende una politica del fare. La parte politicizzata della Magistratura non accetta che venga tolto il potere alla sinistra che pensava di averlo finalmente raggiunto grazie all’operazione mani pulite. Al Congresso sulla sicurezza che si tiene a Napoli la magistratura invia, "a mezzo stampa", un avviso di garanzia al Presidente del Consiglio che presiedeva, come padrone di casa, quel consesso: infangando la dignità del nostro Paese e la reputazione del premier. L’avviso si dimostrerà completamente infondato ma ottiene di far cadere il Governo. Ormai gli equilibri si sono frantumati, il rispetto fra le parti politiche, basato sul consenso elettorale, viene cancellato, i confini tra i poteri dello Stato sono violati. Il potere giudicante sopraffà il potere esecutivo e il potere legislativo. La sinistra pensa di poter cavalcare la partigianeria di certa magistratura per annullare il consenso democratico. Ecco questo, secondo me, è l’inizio, tutto il resto è un’inevitabile conseguenza.

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