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Perché tanto odio.

17 Dicembre 2009 alle 21:39

Il perché di tanto odio è a mio avviso da ricercare nella infausta idea dell'"uomo nuovo" Berlusconi di personalizzare e, oserei dire, intimizzare addirittura la proposta politica. Ormai solo noi pochi dediti ad una sorta di onanismo intellettuale distinguiamo fra il Presidente del Consiglio, figura pubblica istituzionale, e l'uomo Silvio Berlusconi con le sue debolezze e le sue idiosincrasie. Personalmente non ho mai sentito bisogno di un "uomo forte" perché sono innamorato della dialettica e della forza hegeliana dello scontro proficuo fra tesi e antitesi. Ma, pur non avendomi mai convinto la proposta berlusconiana sin dal 1994, capisco e so che oggi lui è anche il mio PresDelCons, anche se non l'ho votato. Ma, ripeto, siamo rimasti in strenua minoranza a pensarla così. Si identifica l'uomo con il ruolo e si vota facendo tifo. Senza ragionare e senza un progetto di società da proporre. Solo un monito, mi verrebbe da fare. Tante altre volte nella storia si è assistito al medesimo fenomeno. Ma quasi sempre l'idillio è finito con ignominia e violenza. Se per crescere si deve metaforicamente uccidere il proprio padre, il popolo quando decide di passare oltre spesso non si ferma alle metafore. Vigilare quindi sulle istituzioni democratiche e sui toni del dialogo. Sempre e comunque. Senza se e senza ma.

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