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Invito alla politica a scrivere: che Italia volete?

16 Dicembre 2009 alle 12:34

Leggo la cronaca cercando un bisbiglio di speranza, senza trovarlo. Con lo sguardo fisso sul monitor mi assale l’angoscia e penso. Siamo (noi italiani) su una barca in balia dei perigli di Capo Horn (debito pubblico alle stelle, PMI che devono fare a botte con la Cina, ricerca tecnologica ridotta al lumicino, ecc). In politica c’’è chi dice di volerci traghettare in Polinesia (direste forse di no a Bora Bora) , chi dirigersi in direzione opposta (la terra promessa) e chi di tornare indietro (partitocrazia). Si sentono tutti capitani coraggiosi, ma ufficiali e ciurma hanno sempre idee diverse. Così, invece di tenere le mani salde sul timone, noi che sognavamo un futuro migliore, malediciamo il giorno in cui ci siamo imbarcati. Avevamo forse un’altra scelta? A pensarci bene però nessuno ci ha ancora detto quale Italia intendono regalarci: voglio dire, a parte la solita visione ideologica, nessuno racconta in concreto (nero su bianco) come il paese debba costruire il proprio futuro. A parte le prediche del Censis e quelle del Csm, quale altro organo se non la politica deve esprimersi sul nostro futuro. L’impressione che si ha ascoltando e leggendo i media è di un continuo assalto alla baionetta tra le fazioni su decisioni senza una strategia nazionale che li giustifichi – qui non si tratta di destra o sinistra o centro ma di un vuoto che contraddistingue tutta la classe politica. O se l’idea c’è non si fa niente per imporle. È inutile che Berlusconi, Bersani e Casini (gli altri contano come il due di picche, salvo quando si tratta di fare la conta) si affannino a raccontarci mirabilie: io (e con me molti italiani) non hanno ancora capito che Italia vogliono!

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