cerca

Etica ed etichetta

15 Dicembre 2009 alle 15:12

Questa storia della “coerenza” ha proprio stufato! Frutto avvelenato della dittatura del desiderio che reclama come diritto ogni inclinazione e che non fa differenza tra lo stile di vita di Madre Teresa di Calcutta e quella di Fabrizio Corona, la neo-lingua politicamente corretta ha operato una mutazione genetica alle parole “forti”: la coerenza, come la “coscienza”, è oramai un vuoto simulacro relativista che raccoglie indistintamente ogni cosa. Ed allora, per favore, non diciamo che chi non rende visita al “nemico” ferito “almeno è coerente”, come fosse un titolo di merito! “Orfana” dell’Etica, la società contemporanea dovrebbe ricominciare a valorizzare, almeno, la vituperata ma civilissima ”etichetta”: quella “piccola etica” che ci fa dire “buongiorno” e “buonasera” a chi incontriamo anche se non sappiamo chi sia; che ci fa stare in silenzio davanti ad un lutto anche se non ci appartiene; che ci fa cedere il posto all’anziano anche se siamo stanchi. Che ci fa andare al S. Raffaele anche se odiamo l’illustre degente. Anzi, proprio perché lo odiamo. Altro che storie. Altro che Bindi (Rosy).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi