cerca

Casini e il nuovo arco costituzionale

14 Dicembre 2009 alle 15:49

Casini, da buon democristiano non pentito, tende a replicare le strategie del passato, ritenendole applicabili forever. Lo scopo dichiarato sarebbe quello di battere la deriva antistituzionale del cavaliere. Quello inconfessabile secondo alcuni è di scrollarselo finalmente di torno per dividerne le spoglie politiche insieme a Fini e agli ex 50enni rampanti del centro-sinistra. Il primo errore dell’on. Casini è che oggi non ci troviamo di fronte ad una deriva antistituzionale, ma ad uno scontro istituzionale tra organismi eletti: Parlamento e Presidente del Consiglio - e organismi non eletti : Magistratura e Corte Costituzionale. Le Istituzioni hanno uguale dignità e l’attacco contro la Presidenza del Consiglio non può essere negato. Se non si è in mala fede, bisognerà ammettere che un problema serio da risolvere è quello dell’azione politica debordante di una parte della Magistratura, che dovrebbe avere il coraggio di scendere direttamente in politica e non dovrebbe utilizzare la funzione per scopi politici. Il secondo errore è l’alleanza con Di Pietro, altamente destabilizzante, che porterà i voti giustizialisti ma perderà i voti moderati. Non ha senso condannare l’estremismo giacobino di Di Pietro e poi proporre un’alleanza con lo stesso e tutto il suo corollario giacobino che va dal Fatto ad Anno Zero. Credo che Casini preso dalla crisi di astinenza del potere stia cominciando a concepire progetti velleitari che non lo porteranno da nessuna parte. Anche molti amici che hanno votato UDC mi hanno manifestato le loro perplessità. La domanda che sorge è quale prezzo Casini e Fini sono disposti a far pagare all'Italia pur di battere Berlusconi?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi