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Carmen

8 Dicembre 2009 alle 17:48

Cosa c'è di più sublime della storia di un amore per le corde vocali? L'amore di due genitori delusi che sognano per la loro figlia quello che loro non hanno avuto. La storia russa di una famiglia di Tbilisi. Lui che sognava di comporre musica, lei di diventare un'etoile del Bolscioi. Ma un destino amaro, complice la guerra in Georgia, travolse le loro vite. Lui si rassegnò a fare il capocantiere, lei maneggiava tinture e phon nel salone di un coiffeur di provincia. Ma non ci pensarono su due volte ad ipotecare la casa perchè almeno la loro figlia potesse avere un destino diverso. Con quei soldi le pagarono una borsa di studio all'Accademia della Scala. Daniel Barenboin un giorno sentì cantare quella giovane russa e le chiese, chissà perchè, di intornare l'Habanera. Quell'Habanera salutata dagli applausi in platea e in loggione (che è quel che conta davvero) alla prima milanese della Scala. Dove è stata la protagonista indiscussa. Lei il soprano arrivata dal freddo che con i i soldi del cachet regalerà una caldaia a gas perchè i suoi genitori non abbiano più freddo. Poi salderà anche l'ipoteca. Una lezione di vita in quest'epoca di facili consensi per starlette velinare, un serio omaggio alla professionalità e al sacrificio che non regalano delusioni. Lei è Anita Rachvelishvili. L'hanno applaudita quindici minuti. Come succedeva con la Callas, tanti anni fa.

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