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Convivenza e convenienza

3 Dicembre 2009 alle 14:28

Dato per scontato che ognuno è libero di schierarsi come vuole in materia di coppie di fatto, non posso esimermi dal far notare che la scelta della convivenza esprime, nella quasi totalità dei casi, una esigenza di sperimentare la capacità di condividere determinate problematiche senza il vincolo del matrimonio, che sia civile o religioso. Insomma, per dirla in soldoni, le coppie se ne fregano del matrimonio e ciò si verifica sempre più spesso indipendentemente dalle realtà socioeconomiche in cui si vive: fa comodo trasformare i desideri in diritti.Ad esempio se somo omosessuale e desidero vivere col mio compagno/a immediatamente il mio desiderio si trasforma in diritto. Se dalle unioni eterosessuali di fatto nascono dei figli e nel frattempo l'unione è fallita, pazienza, vorrà dire che i figli verranno educati con più madri o più padri. Certo conviene non assumersi delle precise responsabilità e poi ci meravigliamo dei comportamenti di quei ragazzi costretti a vivere in una sorta di terra di nessuno dove l'erba dell'individualismo e dell'egoismo cresce rigogliosa, dove non esistono i necessari paletti oppure pur esistendo vengono continuamente spostati. L'autorevolezza di norma si esprime nelle famiglie in cui i legami sono resi robusti dal matrimonio, tutto il resto esprime soltanto convenienza a buon mercato.

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