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Un suggerimento, modestissimo, all'On Bersani e una domanda

1 Dicembre 2009 alle 20:31

L'On. Bersani ormai ha davanti solo due strade. La prima è quella di catenare la guerra totale contro Berlusconi, aderendo ai comandi di Di Pietro e scatenando, ammesso ve ne fosse bisogno, i giustizialisti. La seconda, più difficile, è affrontare con Berlusconi (e sottolineo affrontare, sia pure senza furbeschi diktat) una stagione di riforme complessive dell'ordinamento dello Stato Italiano nel suo complesso. Faccio osservare che la scelta della seconda via, paradossalmente, sarebbe l'unica via democratica per giungere all'esaurimento della funzione che, piaccia o no, Berlusconi ha svolto o sta svolgendo. Quindi, in definitiva, la via del dialogo costruttivo per le riforme, una volta che fosse concluso, avrebbe quale conseguenza il ritiro di Berlusconi dalla vita politica o, quanto meno, la sua probabile rinuncia alla presidenza del consiglio. Si può dubitare, naturalmente, della mia tesi. Sfido però chiunque a dimostrare che sia più facile ottenere il ritiro di Berlusconi con la prima alternativa. Al che giungiamo alla domanda, o forse è un'esortazione. Posto che il ragionamento prima espresso è alla portata di chiunque, come è possibile che qualsiasi segretario vi sia, qualunque situazione politica vi sia, qualunque cosa accada, se il PD o chi per lui deve scegliere un alleato, uno solo, questo è sempre l'Italia dei Valori, partito non solo lontanissimo dal PD ma, a mio modo di vedere di destra estrema? Coraggio, On. Bersani, risponda a questa domanda,faccia outing. Sono certo che tutti capiremmo e che questo risolverebbe, magicamente, la maggior parte della conflittualità, endogena ed esogena, della vita politica italiana. Ne ha la forza?

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