cerca

Concorso esterno - E ora autodenunciamoci tutti

30 Novembre 2009 alle 15:24

Chi mai può scansare l’accusa di un presunto reato così vago e indeterminato come il “concorso esterno in associazione mafiosa”? Io temo proprio di no. Infatti da più di trent’anni vado quasi ogni estate in Sicilia. Quindi non oso nemmeno pensare a quanti prodotti o servizi ho acquistato, finanziando così “esternamente” e inconsapevolmente – ma non per questo meno colpevolmente – qualche cosca: gelati, pizze, cornetti, caffè, arancini, arance, granite – ah, le granite di Noto! – fichi, fichi d’India, limoni, costumi da bagno, ciabatte, giornali, fumetti, pernottamenti in agriturismo. E quante mani strette nel corso di cene, di grigliate a ferragosto, di falò al chiaro di luna, della costruzione della casa… Il mio caso è particolarmente grave, ma suppongo sia sufficiente aver trascorso in loco una giornata, un fine settimana, una breve vacanza, ma anche aver acquistato a Bolzano una cassetta di arance provenienti dalla Trinacria, per essere attaccabili. Basta aver desiderato una siciliana o figlia di emigranti, probabilmente. Se non fossimo tutti “disumani” (copyright Eugenio Scalfari), sentiremmo l’irrefrenabile impulso di autodenunciarci. Facciamolo!

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi