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Dolly

27 Novembre 2009 alle 12:47

Noto nel panorama culturale una fase di preoccupante stasi. Sembra che nei vari settori, dalla televisione al teatro, dall’ editoria al cinema, gli autori siano diventati frigidi, quasi affetti da stipsi creativa, caratterizzati dal timore di azzardare e di essere criticati perché noi stessi siamo sempre pronti a criticare ciò che esce dagli schemi e lo facciamo ancora prima di capire di che cosa si tratti. Un rapido sguardo ai programmi televisivi o alle “novità” editoriali? Tutti infettati dal virus della pecora Dolly, cloni gli uni degli altri. E’ il trionfo del copia e incolla, della naftalina, del riciclaggio, del format selvaggio e delle riesumazioni. Tutto ciò in contraddizione con la necessità dell’uomo di sperimentare nuovi linguaggi, nuove vie di ricerca. E poiché le espressioni culturali in ogni loro forma rappresentano lo specchio della società, temo che ciò sia un preoccupante segnale. La stupenda esortazione del sommo vate, “fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, rimane purtroppo inascoltata e l’ amara constatazione è che si tende sempre piu’ a condurre la propria esistenza come meri trasformatori di cibo.

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