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Domande senza risposta

25 Novembre 2009 alle 15:15

Ho provato più volte a chiedere a Sergio Romano un opinione da liberale ma temo che sia un tema troppo scomodo anche per lui. Giro la domanda ai liberali di HPC. Non so se faccia parte o meno di una minoranza numerica ma di certo mi sento in una minoranza di fatto: sono Cattolico e mi sembra che le mie opinioni e il mio voto siano ormai visti con sospetto e malcelato fastidio da una parte sempre più consistente dell'opinione pubblica. Vivendo negli USA seguo con interesse i dibattiti sui temi etici e sui cosidetti diritti civili ma credo che il discorso che segue si applichi anche all'Italia e all'Europa. Noto che i liberal, invece di confrontarsi serenamente sui vari temi come si dovrebbe fare in democrazia, tendano spesso a sottrarsi alla discussione citando la "separazione fra Stato e Chiesa", forti di un'interpretazione quanto meno discutibile del primo emendamento della costituzione americana. Mi sembra che, paradossalmente, qualsiasi dottrina politica o sociale, dal comunismo al liberalismo, possa avere dignità di esistere, purché non provenga dalla Chiesa. La dottrina sociale della Chiesa prevede peraltro molti valori su cui c'è estrema convergenza: l'uguaglianza di tutti gli esseri umani, la convivenza civile, le giuste libertà individuali e sociali, la giustizia, il diritto al lavoro, alla salute e così via. Mi chiedo pertanto perché le proposte dei Cattolici debbano essere scartate a priori e non possano invece essere discusse nel merito? A me sembra semplicemente un facile escamotage politicamente corretto per chiudere la bocca agli avversari.

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