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All'estero bastano i fatti

25 Novembre 2009 alle 14:36

E’ certamente vero che la stampa estera si limita perlopiù a registrare il dibattito politico come si svolge sui nostri media e non c’è dubbio che Repubblica occupi un ruolo importante come fonte. Non si può disconoscere però che alcuni fatti hanno l’evidenza della realtà e che la colossale concentrazione di potere che fa capo al Premier è appunto uno di questi. Di recente Forbes collocava Berlusconi al 12° posto nella classifica mondiale dei potenti il che, è superfluo sottolinearlo, non è dovuto certo al peso politico della nostra nazione. Se a questo si aggiungono quella pletora di provvedimenti legislativi che, al di là delle strumentalizzazioni fatte dalla stampa (va da sé, comunista) puzzano di uso del potere per fini impropri, il quadro è completo, e così si spiegano i dubbi (ragionevoli, direi) di quelli che nel mondo e in Italia considerano il Cavaliere “unfit”. Quanto alla retorica della persecuzione (non l’accanimento: quello è un dato, ma non è necessario ricorrere a puerili ipotesi complottistiche per spiegarlo; la vanità è la chiave!) segnalo che l’argomento è comunque insufficiente a dimostrare l’infondatezza delle accuse rivolte a Berlusconi dalla magistratura inquirente: quello dovrebbe farlo lui, ma si dà il caso che non voglia. Anche quest’ultimo tentativo di svicolare è destinato al fallimento: così com’è, quella legge è incostituzionale ed irrazionale; epurata dagli elementi di incostituzionalità non servirebbe allo scopo. La farsa prosegue: noi, spettatori paganti, assistiamo annoiati.

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