cerca

L'evoluzione di Fini

23 Novembre 2009 alle 14:00

Ci ha impiegato anni. Partendo dal FUAN, del quale divenne presidente pur essendo arrivato quinto alle elezioni. Divenuto il delfino di Almirante, ebbe da lui in eredità la segreteria del'MSI. Trasformò il partito cambiandogli nome. Fu toccato dalla grazia allorchè, candidato di bandiera a sindaco di Roma, Berlusconi diede indicazione di voto per lui cambiandogli la vita. Giustizialista della prima ora, al di là di qualsiasi sua aspettativa vinse le elezioni del 1994. Convinto di valere molti voti tutti suoi affrontò con l'Elefantino le Europee del 1999, uscendone con le ossa rotte. Tornò all'ovile vincendo le elezioni del 2001. Fece dimettere il ministro del Tesoro Tremonti nel 2004. Autore della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. Dopo aver accusato il suo schieramento politico di essere alle comiche finali sciolse il suo partito nel PDL, vincendo le elezioni politiche del 2008 e venne eletto Presidente della Camera. Da allora in ogni possibile occasione, e a dire il vero anche quando occasioni ne mancavano, accusò il suo schieramento politico e in particolare il suo presidente, purchè fosse. Ieri l'altro, dopo sedici ore di per lui inusuale silenzio, ha accusato la Francia di rubare le partite di clacio (e meno male che non è al Ministero degli Esteri o della Difesa) e sopratutto, dopo aver dato del paraculo a un ragazzino, da dello stronzo a chi non la pensa come lui. Al che, per dirla con volgarità della sua attuale fase evolutiva, che tutti speriamo evolva ancora e il più presto possibile, la domanda sorge spontanea: tutta questa lunga marcia, tutto sto' casino, per poi finire in merda?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi