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Al tradimento

17 Novembre 2009 alle 22:20

Il fatto che il Cav. sia vittima di un accanimento è giustappunto un fatto. La considerazione che i diritti del Cav. debbano essere difesi (con l'ottima motivazione aggiuntiva che se non vengono tutelati neanche i suoi, beh, noi non abbiamo proprio speranze) è sacrosanta. La circostanza che il Cav., invece di rivendicare i suoi diritti, abbia messo al lavoro le istituzioni per garantirsene di personali, è sconfortante, avvilente e per un'anima candida pure legittimamente sospetta (essere anime candide non è vietato). Tra l'altro giustifica l'accanimento a posteriori, rendendo difficilissimo difendere i diritti veri del Cav., e quindi i nostri. L'opinione che da tutto questo ne possa venire qualcosa di buono anche per noi, è molto ottimistica (nemmeno essere molto ottimisti è vietato). Far scatutire da tale ottimismo l'opinione che sia neccessario essere col Cav. qualsiasi cosa faccia, e vedere oro in ogni cosa tocchi, è legittimo. Aggettivi più concilianti non me ne vengono. Ma chiedersi se Fini sia Caifa o Giuda, beh, è ... come dire ... fuori luogo. Ma molto.

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