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La sentenza

15 Novembre 2009 alle 13:04

La sentenza della Corte di giustizia europea che proibirebbe l’esposizione del crocifisso nelle classi scolastiche frulla ancora nell’aria infastidendomi. Ed è con questo malessere emotivo che mi reco a prendere mio figlio a scuola. Davanti al cancello si avvicina Samuele, il papà ebreo di un bambino ebreo, che mi dice: “A Marco, se levano er crocifisso famo un casino. Al limite mettemo pure la stella mia e il simbolo dei mussulmani, se ce l’hanno”. Improvvisamente il malessere mi passa. Il bandolo della matassa è proprio lì: bisogna concedere, non proibire. Bisogna aprirsi agli altri e accettare anche gli altri simboli religiosi. E possibile che l’autorevole corte europea emetta una sentenza che miri a dividere piuttosto che a unire? E possibile che importanti giuristi non capiscano che l’integrazione non può passare attraverso i divieti? Se poi la sentenza voleva cancellare l’esistenza di Dio, avrebbe prima dovuto farlo dai nostri cuori, siano essi cristiani, ebrei, musulmani o di qualsiasi altra religione.

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