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De finibus fini

6 Novembre 2009 alle 18:03

Quaesta diatriba quotidiana del Feltri esasperato contro il Fini istituzionalizzato (avventizio dell'ultima ora), mi dà l'impressione di un pullman sovraffollato il cui guidatore, sotto i fumi della droga, sbanda pericolosamente ad ogni curva. I passeggeri sono sballottati di qua e di là e più di una voce ha gridato atterrita dalla spericolatezza del guidatore che rischia di portare l'intera carovana in qualche precipizio. Feltri, da buon giornalista che tutela le sorti dei passeggeri italici, esorta lo sprovveduto autista a fare attenzione: ma non sembra che i richiami all'oculatezza di guida sortiscano qualche beneficio. Fini ha deciso inopinatamente una rotta a zigzag, sembra quasi che voglia scrollarsi di quei viaggiatori paurosi che intralciano, vociando, le sue manovre di guida: dove vuole andare? C'è bisogno di essere così ermetici quando la meta è una meta onesta?... Vuol prendere il posto di Berlusconi?... Legittimo! Ma che lo dica senza inciuciare tirando i piedi al Cavaliere fingendogli una devozione che non sente e augurandogli, forse, una rapida dipartita. Tutto qui! Anche se pensiamo di Fini, premier, tutto il male possibile. Ma questa è un'altra storia degna del miglior Freud.

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