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Scusi, di che sesso è lei?

3 Novembre 2009 alle 14:56

Quello che mi addolora è che a farci scoprire le sfaccettature della differenziazione sessuale, o meglio, quanti lati della sessualità siano potenzialmente possibili, (differenziazione genetica, biologica, cromosomica, di genere, di ruolo, di orientamento, ermafroditismo, pseudoermafroditismo, migrazione, bisessualità, transessualismo ed altro), debba essere il Grande Fratello. O in alternativa noiose elucubrazioni scientifiche che non aiutano certo a far capire al grande pubblico la complessità della natura umana. Fortunatamente per noi, i casi dubbi sono rari. Sfortunatamente per loro, stare all'interno di questi segmenti, può essere umanamente e psicologicamente provante. Ma ciò che mi fa più pensare è che la leva più potente per approfondire certi temi sia la "prouderie spettacolistica del gossip a basso livello", per cui l'attesa di vedere le reazioni dei normali verso i diversi ci tiene incollati al video e al tempo stesso ci accultura. Ora io non voglio farla troppo lunga, nè voglio ergermi a bacchettare uno schema televisivo odierno che si alimenta di queste cose, ma vi confesso che mi piacevano di più i tempi in cui i froci e le lesbiche erano froci e lesbiche (diversi dagli eterosessuali ma comunque rispettati nelle loro scelte di vita), i cambiamenti di sesso erano il frutto di un percorso consapevole e a volte doloroso ma quasi sempre intimista, ed infine che per trattare i temi delle pseudodevianze sessuali si utilizzava un velo di etica e non una cappa moralistica intransigente, che non questi tempi odierni in cui è l’ossessivo travestitismo televisivo a farla da padrone, per cui, sostanzialmente, non ci si capisce più nulla.

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