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Libertà, quanti delitti si commettono in tuo nome!

2 Novembre 2009 alle 15:29

Penso che sia arrivato il momento che l’informazione debba fare una riflessione in casa propria. L’overdose di gossip bipartisan che ci sta accompagnando da tanti mesi ci fa capire che , al di là del sacrosanto diritto all’informazione, esiste sulla stampa e in TV una sovraesposizione mediatica spesso gratuita , finalizzata esclusivamente all’attenzione morbosa dell’utente. Aumentare l’auditel o vendere qualche copia in più è un obiettivo importante ma non esclusivo. Non parlo ovviamente della informazione politicamente schierata che ha fatto della informazione sul gossip un’arma di lotta politica , quanto piuttosto della informazione cosiddetta neutra, che dedica intere pagine o intere trasmissioni ad argomenti ormai triti e contriti , sui quali si conoscono tutti i particolari ma sui quali si continuano a costruire veri e propri palinsesti con effetti speciali che non aggiungono niente a ciò che già si conosce. Se è vero che il diritto all’informazione è sacro è anche vero che esiste un’etica della informazione che dovrebbe armonizzarsi con tale diritto. Gli operatori dell’informazione ,che sono scesi in piazza per rivendicare il diritto ad una stampa libera , sono anche disposti a fare un’autocritica su questi punti?

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