cerca

Fede e bellezza

27 Ottobre 2009 alle 18:00

Per me la fede ha molto, moltissimo a che vedere con la bellezza, cioè "con le architetture o con i riti che gli uomini decidono di darsi" (secondo l’espressione del signor Floris). Infatti il cristianesimo non sarebbe lo stesso senza le meraviglie della sua arte. Il problema è che questa consapevolezza elementare, immediata, naturale, è stata soffocata in noi da un certo tipo di educazione - anche da parte della chiesa stessa - che nelle questioni di fede ha dato la preminenza assoluta all'interiore rispetto all'esteriore, legando così la bellezza a concetti come il puro orpello, lo sfarzo, l'inessenzialità se non addirittura l'inautenticità. Le due figure simboliche di questa visione sono diventate il frate francescano, ritenuto povero e quindi autentico, e il prete, ritenuto ricco e quindi inautentico. In realtà la bellezza non ha censo, quindi può appartenere con lo stesso diritto tanto alle opere di chi ha fatto erigere san Pietro quanto alle opere dell’umile francescano che cammina scalzo sotto i suoi meravigliosi colonnati. Peraltro, va aggiunto che oggi né al prete né al frate è richiesta la fatica di coltivare il gusto. Una vera manna per le archi-star, insensibili al rito e alla croce, ma prontissimi a intascare l'obolo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi