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Stabilità

20 Ottobre 2009 alle 17:39

Tante le prese di posizione sull'uscita tremontiana dedicata alla fissità del posto. Pareri concordi, discordi, tutto nella naturale dinamica dell'esplosività del tema. Orbene vengo subito al punto: il posto fisso è una manna che scende dal cielo. Si fa subito a declamare imperativi meritocratici legati alla precarietà, però non si considera dirimente la certezza del vivere. I meritocrati nomadi dell'occupazione possono vantare una snobistica pretesa di essere i migliori e in quanto tale rivendicano il nomadismo occupazionale come risorsa. Fino a quando non è chiesto loro di scendere dal treno. Basta un mancato rinnovo contrattuale, una congiuntura economica, fattori i più disparati gettano cetezze quotidiane nella spazzatura della disperazione e allora la tranquillità delle ore diventa stillicidio, le sicurezze volgono in disperazione. Forse apparteniamo ad un partito noioso, forse pedante, noi dell'occupazione stabile e indeterminata, appariremo finanche bigotti e poco romantici nel nostro senso d'appagamento poco avventuriero, però la vita chiede il conto e quel conto va pagato. Meglio farlo al riparo dell'alea che sa d'avventura ma non risparmia le coronarie.

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