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"Prodotto del concepimento"

20 Ottobre 2009 alle 16:54

E' proprio questa l'espressione usata ieri sera al tg1 da un medico che doveva spiegare come funziona la pillola abortiva, la quale espelle il "prodotto del concepimento"; mi ha dato l'impressione che, ormai, nemmeno le parole feto o embrione riescano più a creare quell'illusione secondo cui, abortendo, non si toglie la vita a una persona appena venuta ad esistenza; mi sembra che si ricorra ad alternative verbali sempre più lunghe e articolate non per descrivere la realtà, che poi è la funzione delle parole, ma per tenerla il più possibile a distanza. Ma forse mi sbaglio: prima si diceva frutto dell'amore, della passione o, al limite, "del peccato", adesso prodotto del concepimento... Ammetto però che la parola "prodotto" riferita ad un essere umano la trovo alquanto sinistra...e comunque in qualità di persona e, quindi, necessariamente, figlia preferisco essere definita frutto piuttosto che prodotto.

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