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Fare futuro nella terra di nessuno

28 Settembre 2009 alle 16:58

Checché se ne dica il punto di vista di Fini è interessante, specie riguardo al problema degli emigrati. L’ipotesi taciuta da cui prende le mosse è che l’Italia, l’Italia che conoscevano, è sul serio morta e se i morti non risorgono, almeno su questa terra, allora è necessario guardare avanti e ricostituire un’idea di comunità politica che possa unire questi corpi senz’anima, che adesso vagano barcollanti in una specie di terra di nessuno, attraverso un atto capace di fare immaginare a tutti un destino condiviso, ossia dando forma concreta a quell’unica cosa spirituale (il destino condiviso) che rende una comunità un’entità viva, cioè dotata di anima e senso di reciproca appartenenza. Il punto nodale è se una cosa del genere si possa fare con i musulmani o se non sia più semplice arrivarci combattendo contro i musulmani.

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